Stanziato un appalto iniziale per ampliare la capacità del governo di raccogliere informazioni, individuare collegamenti tra persone e ricostruire reti di relazioni
Il nuovo programma di intelligence dell’Immigration and Customs Enforcement altrimenti nota come ICE, la famigerata agenzia per il controllo dell’immigrazione che sta seminando il terrore tra immigrati e cittadini Usa, si chiama ERO ONE (Enforcement and Removal Operations Overwatch and National Security Enforcement). Il progetto compare nei documenti pubblicati il 18 settembre sul portale federale degli appalti pubblici SAM.gov, che pubblica una bozza di capitolato che prevede l’impiego di 142 analisti di ricerca intelligence dotati di nulla osta Top Secret, affiancati da due responsabili, in 24 città comprese New York e Washington, e tre centri operativi nazionali. Il bando per i contractor sarà pubblicato il 10 dicembre, assegnazione a febbraio, con partenza dell’attività nel secondo trimestre nel 2027.
I tempi di realizzazione sono strettissimi. Il governo punta attraverso ICE ad elaborare da subito e in maniera strutturale, informazioni classificate e non classificate, individuando schemi ricorrenti, relazioni, connessioni geografiche e temporali. Le analisi potranno tradursi in mappe utili a supportare le operazioni dell’agenzia, il cui focus con Trump continua ed essere attuare il piano di deportazione di immigrati illegali, piano che ha colpito anche avversari politici e antisionismo e proteste contro il Genocidio a Gaza e l’occupazione israeliana in Palestina.
Il punto è che il tracciamento non si limiterà alla persona interessata da un’indagine, anche familiari, amici, colleghi e conoscenti potranno comparire nelle ricostruzioni delle reti di contatti. I documenti non specificano quali fonti verranno utilizzate né chiariscono con precisione chi sarà sottoposto a questo tipo di analisi.
Lavender e Where’s Daddy? Da Gaza agli USA
Il documentario-inchiesta Naza (acronimo militare ebraico per “Danno Collaterale”) ha svelato al mondo come l’intelligence militare operi nei territori occupati in Palestina. Sistemi come Lavender e Where’s Daddy? non raccolgono solo tabulati passivi, compiono una vera e propria intrusione fisica nei dispositivi: prendono il controllo hardware del telefono, ascoltano attraverso il microfono ambientale attivato da remoto (catturando l’audio prima della crittografia di app come Signal), guardano foto e video personali per estrarre metadati geografici e tracciano il GPS in tempo reale per allertare le forze d’assalto non appena il bersaglio rientra a casa.
Negli Stati Uniti, per aggirare i limiti costituzionali, gli analisti di ERO ONE hanno a disposizione un mosaico di piattaforme in grado di replicare il sistema israeliano di sorveglianza e sterminio attuato a Gaza. Ad esempio, attraverso WebLoc (Piattaforma Tangles), invece di entrare nel telefono, l’ICE acquista legalmente dai data-broker la localizzazione geospaziale generata dai flussi pubblicitari delle app commerciali: esattamente come Where’s Daddy?, mappa in tempo reale i movimenti per identificare case private e covi politici.
ICE già utilizza inoltre Simulatori IMSI-Catcher (“Stingray”), valigette tattiche che simulano celle telefoniche pubbliche. Forzano tutti i cellulari in un’area (ad esempio un corteo) ad agganciarsi, intercettando codici identificativi, tracciando i dispositivi dentro gli edifici e catturando il traffico dati non crittografato. Attraverso Palantir ELITE, ICE riesce ad attingere ai dati sanitari, commerciali e social, calcolando un “punteggio di affidabilità”, e genera liste di obiettivi umani, speculari a quelle prodotte da Lavender a Gaza.
La Repressione automatizzata del Dissenso: Studenti e Avversari Politici
La dimostrazione che questo apparato sia un’arma di repressione politica e non solo migratoria è già nei fatti. Un’inchiesta di Amnesty International ha confermato quanto le autorità annunciano come fosse normale: l’ICE e la dogana (CBP) hanno già utilizzato queste piattaforme di tracciamento dati per condurre operazioni di monitoraggio di massa contro i movimenti studenteschi contro il genocidio a Gaza, nei campus statunitensi
Incrociando l’analisi automatizzata dei social con i grafici relazionali (link-charts) creati dagli analisti, le agenzie federali mappano le strutture organizzative del dissenso. Per gli studenti internazionali e i cittadini non statunitensi che manifestano, l’inserimento in questa rete attiva allarmi automatici sui visti, portando a revoche arbitrarie e procedure di espulsione immediate per mettere a tacere le proteste.
Documenti interni rivelano inoltre che la rete è stata estesa a osservatori per i diritti civili e attivisti politici scomodi all’establishment. Il recente raid dell’ICE a casa di Ilhan Omar, avversaria politica, rifugiata somala naturalizzata americana, mira a revocarle la cittadinanza: l’ultimo segnale della deriva repressiva e fascista di questo sistema di sorveglianza, alla vigilia delle elezioni di midterm. Nell’ unione tra l’automazione e l’analisi mirata di ERO ONE la responsabilità legale svanisce dietro l’autonomia concessa all’algoritmo, cosi l’impunita accordata ai soldati israeliani in qualità di esecutori materiali del genocidio a Gaza sta facendo scuola.