Un momento storico nel mondo dell’industria musicale internazionale: quattro, tra solisti e band abbandonano il Loop Tour di Ed Sheeran dopo l’esclusione di Macklemore, contestando le pressioni esercitate dalla Lobby Sionista su chi si esprime in favore della “Palestina Libera”.

Dall’Encampment studentesco della Columbia University del 2024, Macklemore è diventato simbolo della denuncia del genocidio di Israele a Gaza. La sua canzone Hind’s Hall, pubblicata all’indomani delle proteste, è diventata strettamente associata al movimento studentesco riuscendo a unire anche a chi non ne ha fatto parte direttamente.
Macklemore ha scelto fin dall’inizio dei bombardamenti su Gaza, all’indomani del 7 ottobre 2023, di denunciare il regime coloniale e di apartheid di Israele in Palestina, scelta non convenzionale nel panorama musicale internazionale. Più di due anni dopo, quella scelta è diventata parte della controversia che circonda la sua esclusione dal Loop Tour di Ed Sheeran.
Dopo che Macklemore ha parlato di Gaza e della Cisgiordania occupata, di genocidio e di apartheid durante la sua esibizione del 4 settembre al MetLife Stadium e ha ricordato le vittime civili palestinesi invocando “Free Palestine”, l’Israeli-American Council ha chiesto la sua rimozione dalle successive tappe nel tour di Ed Sheeran.
Al centro della controversia c’è Robert Kraft, il miliardario proprietario dei New England Patriots e del Gillette Stadium. Secondo quanto dichiarato da Macklemore, Kraft avrebbe comunicato a Sheeran che non sarebbe stato consentito a Macklemore di esibirsi al Gillette e che aveva coinvolto altri proprietari degli stadi che ospitavano il tour, creando pressione affinché venisse rimosso dalle date rimanenti.
Sheeran ha sottolineato che la decisione di rimuovere Macklemore non è stata sua. Ha ribadito che sono stati il promoter e gli Stadi coinvolti a chiarire che gli spettacoli sarebbero stati a rischio, se Macklemore fosse rimasto e ha descritto la propria posizione come un tentativo di mantenere una posizione politicamente neutrale.
Fin qui niente di nuovo sotto il sole. Quando promoter e venue si uniscono contro un artista, e come in questo caso per ragioni politiche osteggiate dalla lobby sionista, la storia si chiude nel silenzio assenso di chi si piega senza neanche opporsi: Ed Sheeran.
Ma questa volta è arrivato lo sviluppo inaspettato.
Quattro artisti e band legati al tour — i solisti Finneas e Aaron Rowe e le band Lukas Graham e Beoga, quest’ultima parte della touring band di Sheeran — si sono ritirati in rottura con questa censura e in solidarietà con Macklemore. Con dichiarazioni differenti, ma senza mezzi termini hanno fatto insieme un passo indietro per ribadire la non negoziabilità della condanna del genocidio.
La loro solidarietà ha totalmente cambiato la natura della vicenda. Il passo indietro dei quattro artisti e band ha creato lo schieramento comune necessario non solo a svelare il meccanismo intimidatorio, ma anche a romperlo. È questa la forza di un’azione collettiva di fronte alla legge del più forte: la pressione esercitata su un singolo perde parte della sua efficacia quando gli altri scelgono di non lasciarlo solo e sono disposti a condividere le conseguenze che ne derivano.
Questa è solidarietà.
Prendiamone tutti nota.