Destano grande apprensione le condizioni di Alessandro Di Battista, ricoverato in un ospedale di Cuba dopo un grave malore. L’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, che si trovava sull’isola per un reportage per il Fatto Quotidiano, ha accusato fortissimi mal di testa prima di perdere conoscenza.
Le ultime notizie lasciano però spazio alla speranza: Di Battista ha ripreso conoscenza, ha parlato con i medici ed è stato trasferito verso una struttura ospedaliera dell’Avana, dove potrà essere sottoposto a ulteriori accertamenti e ricevere le cure necessarie.
Intanto si attende di capire se sarà possibile trasferirlo in Italia. La Farnesina, attraverso l’Ambasciata italiana a Cuba, sta seguendo da vicino la situazione e avrebbe messo a disposizione un aereo sanitario per consentire il rientro di Di Battista. Il trasferimento potrà avvenire soltanto se i medici riterranno che le sue condizioni cliniche lo consentano e che il viaggio non comporti rischi per la sua salute.
In queste ore sono numerosissimi i messaggi arrivati dall’Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto sapere di essere in contatto con l’Ambasciata e di pregare per la salute di Di Battista. Esponenti politici di ogni schieramento hanno espresso sorpresa e preoccupazione: da Giuseppe Conte a Elly Schlein, Guido Crosetto , Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Luigi Di Maio.
Anche Peter Gomez, direttore del Fatto Quotidiano, ha confermato la gravità della situazione, spiegando che Di Battista si trovava a Cuba proprio per lavorare a nuovi reportage, come aveva già fatto in diverse aree del mondo.

Le posizioni su Gaza, Israele e Stati Uniti
Di Battista è una delle voci più nette e controcorrente nel panorama italiano. Ha denunciato il genocidio della popolazione palestinese, criticato duramente il governo israeliano e contestato il sostegno politico e militare garantito a Israele dagli Stati Uniti e dai governi occidentali.
Ha inoltre espresso posizioni fortemente critiche nei confronti del sionismo, affrontando apertamente temi intenzionalmente lasciati ai margini del dibattito politico e mediatico italiano. Come avvenuto nel confronto televisivo con Edward Luttwak, ripreso da La7: Di Battista ha affrontato direttamente il rapporto tra Hamas, Israele e sionismo: «Il problema non è Hamas – ha dichiarato – ma il sionismo che nega l’olocausto palestinese».
Proprio per la denuncia dei crimini di guerra perpetrati da Israele, del ruolo dell’ideologia sionista e della politica estera degli Stati Uniti, in queste ore sono in molti a esprimere anche un timore più profondo: quello che la sua vita possa essere in pericolo proprio a causa delle sue posizioni e delle sue attività di difensore dei diritti umani per tutti.
Al momento tali ipotesi restano una speculazione.