Secondo un’inchiesta pubblicata dal Wall Street Journal il 14 ottobre 2026, l’amministrazione Trump starebbe cercando di raccogliere elementi per avviare un procedimento volto a revocare la cittadinanza statunitense di Ilhan Omar e, successivamente, procedere alla sua espulsione. La notizia è stata ripresa da diverse testate, tra cui Axios e MPR News, che ha precisato di non aver verificato autonomamente questo obiettivo.
Al centro degli accertamenti vi sono i documenti migratori presentati dalla famiglia della deputata democratica, quando arrivò negli Stati Uniti come rifugiata somala. Gli investigatori starebbero verificando se la data di nascita di Omar sia stata riportata correttamente nelle pratiche che portarono alla sua naturalizzazione nel 2000. L’indagine esaminerebbe inoltre se eventuali dichiarazioni inesatte abbiano avuto un ruolo nel consentirle di ottenere la cittadinanza attraverso la naturalizzazione del padre, quando era ancora minorenne.
La revoca della cittadinanza, tuttavia, non può essere disposta automaticamente in seguito a una perquisizione o all’apertura di un’indagine. Il governo dovrebbe dimostrare in sede giudiziaria l’esistenza dei presupposti legali per la denaturalizzazione, compresa l’eventuale rilevanza di dichiarazioni false o frodi nelle procedure di acquisizione della cittadinanza.
Trump ha commentato l’iniziativa, attaccando volgarmente la Omar (viene da un “non Paese”), e sottolineando che comunque non spetta a lui decidere: “Penso che sia una persona terribile, si lamenta sempre, e penso che sia completamente corrotta, a essere onesti. Viene da un “non Paese” a commentare sulla nostra Costituzione. Ma non ho nulla a che fare con la cosa. Questa è una questione che spetta al Dipartimento di Giustizia decidere.”