A New York il sindaco usa tutte le leve di un’amministrazione: tratta, organizza ed entra in tribunale con i lavoratori

L’ Office of Labor Relations ovvero l’“Ufficio per le Relazioni con i Lavoratori” cerca due assistenti ai negoziatori: dovranno rappresentare il sindaco nelle trattative con oltre 350.000 dipendenti comunali sindacalizzati, preparare gli arbitrati e seguire accordi e contratti. Sembra un normale annuncio di lavoro, di quelli che di solito non fanno notizia e invece è il segnale di un Comune che serra i ranghi in casa mentre affronta la stessa battaglia nel settore privato.
Mamdani, il 3 settembre ha firmato l’ordine esecutivo che crea il Mayor’s Office of Worker Power, l’Ufficio del sindaco per il potere dei lavoratori, presentato ufficialmente durante la Festa del Lavoro, lo scorso 7 settembre, è il primo ufficio di questo tipo negli Stati Uniti. Il suo compito è dare ai lavoratori gli strumenti per tutelarsi, dalla formazione ai collegamenti con sindacati e organizzazioni che possono aiutarli a far valere i propri diritti. A guidarlo è Tony Perlstein, ex lavoratore portuale e organizzatore della United Auto Workers, il sindacato dei lavoratori dell’industria automobilistica.
L’ordine esecutivo assegna inoltre a diverse agenzie cittadine il compito di attivarsi anche quando nessun lavoratore ha ancora presentato una denuncia. Si parte dai datori di lavoro con precedenti di violazioni, utilizzando i dati disponibili per sanzionare prassi illegittime, prima che diventino migliaia di singole controversie.
Il Sindaco di New York crede nel potere investigativo delle agenzie pubbliche e la recente vittoria contro uno dei giganti delle consegne lo conferma: Il 22 settembre scorso ha annunciato un accordo da 131,5 milioni di dollari con DoorDash. Più di 115 milioni andranno direttamente ai lavoratori, mentre oltre 16 milioni saranno destinati a sanzioni civili e costi. I beneficiari sono più di 260.000 fattorini che, secondo l’indagine del Dipartimento per la tutela dei consumatori e dei lavoratori, non erano stati pagati, erano stati pagati in ritardo o avevano ricevuto meno di quanto previsto dalle norme.
L’indagine del Department of Consumer and Worker Protection (DCWP), il Dipartimento per la tutela dei consumatori e dei lavoratori, è partita dalle segnalazioni di singoli fattorini e si è ampliata a tutti i pagamenti effettuati dall’azienda: gli investigatori hanno esaminato 152 milioni di transazioni e 110 milioni di ore di lavoro, incrociando i dati per ricostruire quanto spettava ai singoli lavoratori e individuare altre violazioni, con rimborso automatico alle vittime.
L’accordo prevede inoltre tre anni di monitoraggio, DoorDash dovrà fornire mensilmente i dati sui pagamenti, e i lavoratori potranno trasmettere, direttamente al Dipartimento per la tutela dei consumatori, i propri dati sulle corse e sui compensi, permettendo all’amministrazione di verificare più rapidamente eventuali nuove violazioni. A gennaio, anche la app di consegne Motoclick è finita sotto la lente d’ingrandimento delle agenzie cittadine per violazioni delle norme sul salario minimo dei fattorini. Dall’inizio dell’anno il Comune ha ottenuto oltre 104 milioni di dollari in mance aggiuntive e 725 milioni in aumenti salariali.
